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mercoledì 30 marzo 2016

I costi della politica - di A. Orlando Pensieri&Parole


Nell’intervento del 16 marzo scorso abbiamo parlato del teatrino della politica; per completare il discorso e per sottolineare uno dei tanti effetti deleteri che questo teatrino produce in Italia restiamo in argomento e parliamo dei costi della politica.
Nella rubrica “Lettere al Corriere” di ieri un cittadino (Alberto Calle) ha scritto:
    
“Vorrei capire come mai il costo della nostra politica è talmente alto che supera persino quello degli Stati Uniti. Vorrei capire perché i nostri lavoratori sono i meno pagati della media europea ma pagano le tasse più alte della Ue, mentre i nostri parlamentari guadagnano circa 35 mila euro al mese e sono i più pagati della Ue e degli Stati Uniti. Mi pare che qualcosa non funzioni”.
Ma non sono solo i parlamentari nazionali di Camera e Senato a costare tanto. Pensate alle diverse centinaia di consiglieri regionali, molti dei quali hanno equiparato il loro stipendio a quello dei parlamentari nazionali, e pensate pure al numeroso esercito di portaborse, di assistenti e di consulenti.
E non finisce qui.
Con uno stipendio annuo lordo di euro 149.215, i rappresentanti italiani eletti nel Parlamento europeo sono i più pagati del Continente. Gli svedesi costano 61.704 euro all’anno e gli ungheresi 10.080 euro all’anno! Due senatori dell’Ulivo, Cesare Salvi e Massimo Villone, nel libro dal titolo “Il costo della democrazia”, hanno calcolato che un parlamentare europeo italiano, messe insieme tutte le fonti di reddito, non guadagni meno di 30-35 mila euro al mese, in larga parte esentasse.
Anni addietro gli italiani hanno abolito con un referendum il finanziamento pubblico, ma dal 2006 al 2010 i partiti si spartiranno la cifra di circa 50 milioni di euro all’anno a titolo di rimborso per le spese sostenute in occasione delle elezioni del 9 e 10 aprile 2006 per il rinnovo della Camera dei Deputati. Mentre al Senato il totale dei fondi pubblici destinati ai partiti supera i 40 milioni di euro all’anno.
E sapete che altrettanti 50 milioni di euro all’anno sono erogati dallo Stato sotto forma di sovvenzioni a quotidiani e periodici che si sono collegati ai diversi gruppi parlamentari presenti nella Camera e nel Senato? Fra i destinatari di contributi pubblici, oltre agli organi di partito riconosciuti, figurano testate come “Il Foglio” (che nel 2003 ha ricevuto più di 3,5 milioni di euro), come “Libero” (più di 5,4 milioni di euro), come “Il Riformista” ( 2,1 milioni di euro), e come il giornale napoletano “Roma” (2,5 milioni di euro).
E poi ci chiediamo perché i cittadini italiani pagano più imposte, tasse e tributi della media europea, e soprattutto dei principali partner commerciali come Germania, Francia e Spagna, ed in compenso ricevono meno servizi sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo degli altri (indagine sulla pressione tributaria in Europa dell’Ufficio Studi dell’associazione artigiani Cgia di Mestre).
I già citati Salvi e Villone sostengono che portando a 600 il numero dei parlamentari nazionali (oggi sono 945), abolendo le Province e limitando a 40 il numero dei membri del Governo (oggi sono 102), si risparmierebbero 2,6 miliardi di euro all’anno. Ma chi sono, in Parlamento, i deputati ed i senatori disposti a fare una battaglia per ottenere questo risparmio?


Fonte:
http://www.sanmango.org/go14/index.php?option=com_k2&view=item&id=193:i-costi-della-politica&Itemid=101

lunedì 22 febbraio 2016

OPERE PUBBLICHE E LO SPRECO DELLA POLITICA - Opere incompiute - spreco di denaro pubblico a Tv7 - Lo spreco dei voli di Stato - Alessandro Di Battista senza vergogna : slingua il Porro e mente sugli stipendi


E' giunto il momento di valutare a cosa serve la politica nel nostro Paese, serve a non avere una voce nella politica estera, parlo del caso Marò, Ustica e Giulio Regeni, serve a non avere un'opposizione presso le aule del Parlamento, ma soprattutto serve a sprecare la già disastrosa economia nazionale. In Italia ci sono 868 opere incompiute con uno spreco di circa 166 euro a famiglia Italiana, nel 2013 le opere incompiute erano a quota 692, direi che abbiamo avuto un grande progresso, ma non a beneficio dell'Italia, bensì ad aumentare l'incertezza e il debito pubblico del nostro Paese, un progresso al disavanzo dell'Italia e delle future generazioni, però non solo abbiamo un disavanzo nelle opere, ma anche nell'anagrafe demografico, considerando che nel 2015 abbiamo raggiunto un grande successo storico per il nostro Paese, abbiamo una popolazione in calo, le nascite sono state 488 mila (8 per mille residenti), 15 mila in meno rispetto al 2014. Nello stesso anno, il tasso di mortalità è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi, nello stesso periodo, direi che abbiamo aumentato (l'export), sì ma l'export dell'emigrazioni, sono 100 mila Connazionali che si sono trasferiti all'anagrafe A.I.R.E., diminuendo così la popolazione di Cittadinanza Italiana a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti. Questa è la svolta buona del nostro bel Paese.

Per quanto riguarda le opere e lo spreco, direi di pensare almeno, a un'opera che potrebbe definire il futuro energetico del nostro Paese, parlo dell'attivazione delle centrali nucleari, l'energia pesa sulle imprese Italiane e non solo, ci rende vulnerabile visto che dipendiamo dall'estero, occorre con urgenza una grande opera, Matteo Renzi ha detto che ha fame delle riforme, invece si deve avare fame dell'indipendenza energetica, perché senza una indipendenza energetica l'Italia non avrà sicuramente un futuro per le nuove generazioni, basta vedere il panorama geopolitico, cito solo due: Ucraina e Libia. D'altronde, le grande opere rimangono, le persone passano, per fare storia di un grande successo grazie al governo del Fascismo di Benito Mussolini, la Generazione dell'attuale classe politica, può usufruire del cultura del cinema Italiano, sì, perché fu proprio il governo di Benito Mussolini ad inaugurare una grande opera lasciando un progresso agli eredi della Patria nel campo cinematografico, parlo naturalmente della costruzione di Cinecittà, per non parlare d'altro, ritengo necessario che ci sia davvero una svolta per il nostro Paese, prendiamo esempi del passato per costruire il futuro, ma non dipende solo della classe politica a volte è il Popolo che dovrà prendersi per mano il destino del futuro delle prossime generazioni. Concludo con un appello, prendiamo esempi delle cose buone, ma non delle cose cattive, per esempio un grave errore, sarebbe il pericolo di uno Stato di Polizia, ovverò, Stato Totalitario, bisogna difendere con tenacia la democrazia, annullando ogni tentativo di Totalitarismo, ecco perché, una grande riforma caro Matteo Renzi, sarebbe cambiare il nostro sistema politico e la nostra Costituzione (parte politica e Istituzioni) da un sistema (che non serve all'Italia) parlamentare a un sistema Presidenziale o semipresidenziale, dando così un grande contributo alla democrazia Italiana e dandone più voce ai Cittadini di eleggere il proprio Presidente e governo, e mi creda questa sarebbe la svolta buona per il futuro dell'Italia. 

Fonte: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=83346











Costituzione - Conflitto magistrati e potere politico - Silvio Berlusconi Bunga Bunga - Ruby - csm


martedì 9 febbraio 2016

VERGOGNA POLITICA - insulti tra Di Battista e Speranza - Corruption in Italy - Renzi Declares War on Corruption


Ho appreso con tristezza ed amarezza la notizia del Senato della Repubblica, l'Italia si trova al 69° posto nella classifica dei paesi con Corruzione, la corruzione è un cancro non solo per la società e per i cittadini, ma anche per gli stessi imprenditori, danneggia gli investimenti, il nostro Paese non può accettare un governo che non si impegni a lottare contro la corruzione, l'Italia deve migliorare l'immagine nella lotta alla corruzione, figuriamoci che la Spagna si colloca al 32° posto, vale a dire, che esiste meno corruzione in Spagna. Mi auguro che il Senato rifletta e pensi a un'Italia senza corrotti, si veda l'esempio della Danimarca e la Nuova Zelanda, che sono i due Paesi senza corruzione, secondo i dati internazionale, si collocano ai primi posti della classifica.

E' una vergogna lo slittamento in Senato di due settimane fino al periodo 17 - 19 marzo, l'approdo in aula del disegno di legge sulla corruzione, il Governo e il Partito Democratico, dovrà spiegare al Popolo la modifica riformulata inviata alla commissione Giustizia della Camera, che a quanto sembra, sarebbe la causa della spaccatura della maggioranza sulla legge corruzione, e mi chiedo, dov'è la parola del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, che diceva lotta alla corruzione?, dove sono le parole che si urlava all'interno del Partito Democratico chi è corrotto deve pagare?. Speriamo che l'Italia non torni indietro, ma soprattutto, speriamo che la classe politica ne rifletta.

Fonte: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=73981


Opinione: Alessandro di Battista forse non dovrebbe prendere in giro i suoi elettori, ho fatto delle domande ad Alessandro di Battista, se vuole rispondere può chiedere alla sua segretaria Sig.ra Caputo.