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lunedì 28 ottobre 2019

ALBERTO CALLE A COLLOQUIO CON IL SEGRETARIO DEL SESTO MUNICIPIO DEL PD DOTT. FABRIZIO COMPAGNONE



Alberto Calle ha partecipato all'inaugurazione della scuola di formazione politica del Partito Democratico organizzato dal pd del sesto municipio, in tale occasione ha incontrato il segretario del partito democratico del sesto municipio Fabrizio Compagnone, durante il colloquio hanno parlato dell'iniziativa della Scuola di Formazione Politica, le proposte e le idee del pd del sesto municipio e della politica nazionale.

1) Come è nata l'iniziativa della Scuola di Formazione politica, Sono venuto a conoscenza che è stata un'idea proprio del pd del sesto municipio, se è così pensa che si allargherà oppure coinvolgerà altre sedi del pd?


La scuola nasce dall’esigenza oggettiva di avere una classe dirigente sia di Partito, ma anche amministrativa, che abbia contezza ed una preparazione di base necessaria per intraprendere un percorso virtuoso in entrambe le sfere. Il MunicipioVI è un territorio pari alla Città di Torino, sicuramente, il Partito locale ne ha tutte le facoltà per proporre un’iniziativa che vada in questa direzione. Tale iniziativa ha prodotto molti consensi sia all’interno del Partito a vari livelli, ma anche tra la società civile. La speranza è che venga riproposta e riprodotta un corso di formazione simile a tutti i livelli, perché il periodo del populismo e della demagogia sta a i titoli di coda, e la nostra comunità politica deve farsi trovare pronta per il periodo che verrà. Ecco questa iniziativa va anche in questo senso.

2) A chi è rivolto la scuola di formazione politica?

Il corso è rivolto veramente a tutti. Sia agli iscritti che non, l’intento portante e la struttura centrale è volta a preparare una classe dirigente locale quantomeno che abbia la cognizione di causa per affrontare un appuntamento elettorale amministrativo con gli strumenti di riferimento necessari a tale percorso. Il tutto con una concezione Politico ideologica, culturale consona e strettamente vicina ad ‘i nostri’ valori, intesi nel senso più largo possibile. 

3) Alcuni giorni fa, ho potuto apprezzare la visita dell'assessore della Regione Lazione alla sede del pd di Borghesiana, dove si ha discusso in specifico del sesto municipio, ritengo che sia stata una cosa positiva. Quali sono in proposito le idee che il pd del sesto municipio pensano di portare avanti per il sesto municipio e per la città di Roma?

Il Partito Democratico di Roma dopo circa tre anni di commissariamento c’è stato un congresso che in MunicipioVI dopo anni di lacerazioni interne ha prodotto un unica lista presentata a mio supporto, che ha fatto si che il mio impegno fosse concreto, altrimenti avrei sinceramente non intrapreso tale impegno. Il percorso dall’inizio è stato complicato sia per il tessuto sociale ed altro del territorio di riferimento ma anche per la riorganizzazione materiale del Partito. Superata questa fase tra elezioni Politiche e congresso Regionale e Nazionale. Passato questo momento con dinamiche sia cittadine che ad altri livelli, c’è quell’humus territoriale consono per rilanciare una seria e prepotente azione Politica che rilanci una visione lunga del territorio che sia propositiva e di rilancio su alcuni temi fondamentali di un Municipio come quello VI “Roma delle Torri”. E quello stiamo facendo, partendo dall’imprescindibile confronto. A breve, tratteremo altri temi importanti come la mobilità ed il sociale approfondendo situazioni e criticità che vivono i cittadini dei quartieri e delle Borgate della periferia sud-Est di Roma. 

4) In proposito della politica nazionale, tra le tante cose che si sta realizzando durante questa legislatura, voglio ricordare in particolare due; il taglio dei parlamentari e il decreto rimpatri sicuri, nel primo caso a quanto mi sembra è stata una iniziativa del pd con Matteo Renzi, ricordiamo il referendum, e nel secondo caso, vorrei definire opportuno e necessario il decreto rimpatri degli immigrati clandestini. In tale proposito qual è la sua o la vostra opinione in merito?

Sicuramente il procedimento e l’organo Parlamentare va ‘alleggerito’ e per farlo il taglio dei Parlamentari è sempre un intervento delicato e pericoloso per la nostra Democrazia. Perché la rappresentanza democratica è un principio fondante della Costituzione, non possiamo prescindere da questi punti cardini e basilari per il nostro Paese. La mia posizione è molto chiara, può andare bene la riduzione dei Parlamentari nelle camere ma al contempo va rivista e rimodulata la Legge elettorale che dev’essere Garante della carta costituzionale. Solo così facendo si può garantire al paese un servizio che sia in linea l’esigenza che i cittadini hanno espresso, anche, alle ultime elezioni politiche del Paese. Rimane la differenza sostanziale delle due proposte, che il sistema del bipolarismo Parlamentare, rimanendo così, a tutti gli effetti il fenomeno “navicella” iter normativo per approvazione di una proposta di legge non avrebbe snellimenti chiari. Per quanto riguarda i rimpatri dei clandestini sicuramente c’è bisogno di meno demagogia e ancor meno propaganda e più fatti concreti a tutela esclusiva degli esseri umani, facendo prevalere senso civico e rispetto del territorio e dei cittadini. E credo, anzi spero, che sia l’indirizzo su cui è orientato il nuovo esecutivo. 

5) Quale progetti avete per la città di Roma e quale messaggio vuole dire agli elettori del sesto municipio e della città di Roma?

Roma ha bisogno di un campo largo Democratico, civico che riesca a coinvolgere il più possibile i cittadini che si dedicano alla ‘cosa pubblica’, e se necessario rivedere anche lo statuto di Roma nella parte dedicata ai comitati e all’associazioni di cittadini. Ma non basta Roma ha bisogno di una riforma istituzionale che metta in condizione i Municipi di Governare il territorio in maniera più incisiva ed autonoma. Nella Città sembra che si sia creato un corto circuito amministrativo che non vede risoluzione nel breve periodo. Il Municipio VI “Roma delle Torri” ha delle criticità tutte sue che vanno analizzate, approfondite e trovate delle soluzioni nel breve-medio periodo, noi come Partito locale gran parte dell’istruttoria necessaria lo stiamo facendo e continueremo a farlo. E poi, insistono delle criticità che sono comune a tutte l’aree urbane di cintura delle gran parti delle città metropolitana e li il problema è più ampio e va affrontato nelle sedi opportune ed ai livelli di istituzionali e di Partito di competenza. La strada è difficile, complicata e ancora abbastanza lunga ma sicuramente siamo su quella giusta, ci vuole impegno umiltà e unità che con duro lavoro solo così si può arrivare ai risultati prefissati entrando in sintonia, veramente, con la volontà dei cittadini tutti.


Alberto Calle ha ringraziato il Dott. Fabrizio Compagnone per l'iniziativa del PD del sesto municipio di formare la Scuola Politica e per essere sempre attivi nella politica del territorio, inoltre, si ha congratulato per i taglio dei Parlamentari e il decreto rimpatri sicuri, nella quale Alberto Calle, ritiene un gran passo verso un cambio strutturale delle Istituzioni nazionali.


giovedì 10 ottobre 2019

LA COSTITUZIONE FALLITA DELL'UE - PD: PASSARE AL SEMIPRESIDENZIALISMO - Salvini a Napoli, lo striscione del fratello di Pino Daniele. "Questa Lega è una vergogna" - Decreto rimpatri, Bonafede: "Dimezzata la procedura"



LA COSTITUZIONE FALLITA DELL'UE


Ricordiamo come nacque una Costituzione ormai fallita con il referendum (tranne l’Italia, perché l’Italia non fece nessun referendum per l’approvazione o respingimento della Costituzione dell’Unione Europea).
Il 29 ottobre 2004 a Roma, presso la sala degli Orazi e dei Curiazi al Campidoglio, venticinque capi di Stato e di Governo e altrettanti ministri degli Esteri si susseguono, al tavolo dove troneggia la carta magna composto di ben 448 articoli e 36 protocolli. Tra i firmatari ci sono l’allora cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, l’allora presidente francese Jacques Chirac, l’allora premier italiano Silvio Berlusconi e l’allora suo ministro degli esteri Franco Frattini. I solenni discorsi di occasione, ritrasmessi in diretta su tutto il continente , si sprecano.

Prima di continuare però, occorre ricordare che l’Unione Europea si è creata non come uno Stato, perciò, prima di fare una costituzione europea occorre fare una sola persona giuridica, un solo Paese chiamato gli Stati Uniti d’Europa, che come esempio, potrebbe guardare alla creazione degli Stati Uniti d’America.

Noi ci dovremmo porre la domanda, Come definire l'unione europea?, un sogno da completare, il sogno di Altiero Spinelli, ma in questi tempi, l'unione europea si è dimostrata assai una disunione, ogni singolo paese, pensa agli interessi nazionali e ciò crea disagi nelle istituzioni europee, persino nella fiducia dei cittadini, oggi l'unione europea si trova in una posizione difficile, è a metà di migliorare la sua esistenza come quella delle loro istituzioni, oppure di indirizzarsi verso una rottura imminente dell’unione europea così come la conosciamo, ecco perché occorre creare una sola persona giuridica, una sola grande nazione, una sola lingua, un solo Stato, si dovrà cambiare e andare avanti verso la creazione degli Stati Uniti d’Europa, solo così, potremmo portare alla fine il sogno di Altiero Spinelli, un sogno, di un grande pilastro, è stato difficile creare l’unione europea, ma alla fine è una realtà, ora occorre finire il progetto che sarà assai difficile ma non un impossibile, creare gli Stati Uniti d’Europa, solo così si attueranno politiche pensate agli interessi di tutti i cittadini europei, perché diventerà una sola politica ed interesse nazionale.

Riprendendo il discorso della fallita costituzione europea, ricorderemo che, tale costituzione non è stata mai entrata in vigore, visto la bocciatura tramite il referendum tra maggio e giugno dello scorso 2005, da parte della Francia e dell’Olanda segnando la nascita ufficiale di quel vasto movimento populista ed anti-europeo che oggi minaccia la stabilità economica e politica dell’Unione Europea.

Successivamente potremmo osservare come provvederanno britannici, polacchi e danesi a sospendere di i loro referendum, e rendendo così impossibile la ratifica. Occorre ricordare che tutte e tre, non usano come moneta ufficiale l’euro, per esempio, l’Inghilterra usa la Sterlina, la Polonia usa zloty e la Danimarca usa la corona danese, quindi, mi porgo la domanda, come mai si può ratificare una costituzione con l’assenza della nascita di una sola persona giuridica? Ecco perché si deve prima pensare alla creazione degli Stati Uniti d’Europa, così come nacque gli Stati Uniti d’America.

Fonte :.  http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=108646









FERNANDO CALLE: ¡¡¡ NOS ESTA GANANDO EL PODER OCULTO !!! con BRYAN RUSSELL MUJICA y DANTE DÌAZ - Fernando Calle Hayen: “Inmunidad no niega el derecho a un proceso penal”



https://www.expreso.com.pe/entrevista/fernando-calle-hayen-inmunidad-no-niega-el-derecho-a-un-proceso-penal/


Fernando Calle Hayen: “Inmunidad no niega el derecho a un proceso penal”


Miércoles 22 de Mayo del 2019

¿Qué opina de las propuestas y comentarios sobre la inmunidad parlamentaria?
Esto alcanza también a los magistrados del Tribunal Constitucional, así como al defensor del Pueblo. El artículo 93 de la Constituciòn señala que los congresistas “no son responsables ante autoridad ni órgano jurisdiccional alguno por las opiniones y votos que emiten en el ejercicio de sus funciones” y agrega que “no pueden ser procesados ni presos sin previa autorización del Congreso o Comisiòn Permanente, desde que son elegidos hasta un mes después de haber cesado en sus funciones, excepto por delito flagrante”. Los delitos comunes o de función en otro tipo de actividad pública y/o privada que se hayan cometido antes de la elección, no pueden ser considerados dentro del marco de la inmunidad. Así lo contempla el Reglamento del Congreso.
–Entonces, ¿los congresistas no pueden ser detenidos ni procesados?
De acuerdo con el artículo 71° del Reglamento del Congreso, la inmunidad trata de evitar que un representante del pueblo pueda ser detenido y/o interrumpido por alguna artimaña judicial a fin de que no pueda expresar su defensa o mociones parlamentarias y/o expresar con su voto alguna decisión legislativa o de alcance político en su espacio y tiempo; por eso es que nace esta inmunidad, a fin de que el congresista no pueda ser procesado ni detenido si previamente no lo autoriza el Congreso de acuerdo al procedimiento establecido en el Art. 16° de su reglamento.
–¿Con esto se protege al congresista?
La protección es al Parlamento como Órgano del Estado porque no hay igualdad de condiciones con los otros ciudadanos y se genera una especie de excepción y privilegio dentro de la igualdad y derechos de responsabilidad con los demás ciudadanos. Por eso es que tampoco puede permitirse el propio Congreso que se abuse de este derecho prerrogativo.
–¿La inmunidad equivale a impunidad de los legisladores?
Debe entenderse también que la inmunidad no es impunidad y que, desde el origen de esta institución, se trata de usar instrumentos jurisdiccionales con intención política, para limitar y/o detener la labor de un legislador. La inmunidad no niega el derecho jurisdiccional a un proceso penal y a la tutela judicial efectiva.
Por otro lado, el levantamiento de la inmunidad no es un desafuero, es decir que el congresista al que se le levanta la inmunidad debe continuar en sus funciones legislativas en tanto no tenga una condena firme o en su defecto una detención definitiva.

Los delitos comunes cometidos antes de la elección del legislador no gozan de la inmunidad, lo cual debe llevar a un procedimiento inmediato administrativo de la cámara para efectos de poner a disposición de las autoridades jurisdiccionales al congresista solicitado.
SIN RESULTADOS EN LUCHA CONTRA CORRUPCIÓN
–¿Está usted de acuerdo con la posición del Gobierno, de que el levantamiento de la inmunidad parlamentaria sea ordenado por la Corte Suprema?
No vemos ningún resultado del Gobierno en la lucha contra la corrupción. Se podría evitar que sea la Corte Suprema o el TC el que levante la inmunidad. La modificación de este art. 93° precisa lo siguiente: “Los congresistas no pueden ser procesados ni detenidos, excepto por los delitos de flagrancia, narcotráfico, corrupción, lavado de activos, minería ilegal, violación, terrorismo, traición a la patria, en cuyo caso el congresista será puesto inmediatamente a disposición del fiscal de la Nación”. Sería más práctico, dejando a salvo la potestad soberana del Congreso y cumpliendo con el “sentimiento” expresado tanto por el Gobierno como por el Congreso de luchar contra la corrupción.
PERFIL  PROFESIONAL
Abogado, exmagistrado del Tribunal Constitucional, especialista en Derecho Constitucional, Penal y Civil.








Ecuador protests: Police arrive to disperse anti-government demonstrations in Quito - ‘We’re going to fight until he leaves’: Ecuador protests call for Moreno to quit - Ecuador, scontri e violenze. Altro paese del Sudamerica in crisi





Ecuador’s president, Lenín Moreno, has moved his government from the capital in Quito to the coastal city of Guayaquil amid violent protests over the end of fuel subsidies. Images from Quito showed protesters hurling petrol bombs and stones as well as setting up barricades with burning tyres and branches. There have also been clashes with police since the unrest erupted last week.  The president faces anger from indigenous groups and others who blocked some roads including a main highway into the capital. Ecuador moves government out of capital as violent protests rage



https://www.youtube.com/watch?v=dq1aQauUX4I

https://www.youtube.com/watch?v=UH3YUNQoggw




UN Chief Visits Algeria on Western Sahara Dispute, Anti-Terrorism - ¿En crisis de majestad o en crisis de adolescencia?



¿En crisis de majestad o en crisis de adolescencia?

Madrid, 15 Septiembre de 2019. -(ECSaharaui)

Redacción Lehbib Abdelhay y Nasra Mah/ ECS.

Cuando ascendió al trono en 1999, el monarca de 36 años de edad levantó una inmensa esperanza al mostrar su disposición a reformar su país.Veinte años después, Marruecos parece que está peor. Le Figaro publicó una columna sobre el monarca donde explica a grandes rasgos la situación en el país norteafricano y la situación política en el país.





lunedì 20 maggio 2019

L'IRAN E' UNA MINACCIA PER IL MONDO E VA NEUTRALIZZATA - Trump issues a new warning to Iran - FUORI DALL'EURO - LO SPOT M5S PER TORNARE ALLA LIRA CON UN REFERENDUM



Oggi possiamo osservare come l'Iran sta diventando una reale minaccia per la sicurezza nazionale e per il mondo. Ricordiamo che è stato l'Iran ha dire di cancellare Israele dalla mappa globale, parole impensabile ed assurde. Lo scorso 7 febbraio 2019, è stato presentato alla Guardia rivoluzionaria il loro nuovo missile "Dezful" che ha gittata di 1000 km, e al giorno successivo l'ayatollah Seyed Ahmad Khatami, nel suo sermone durante la preghiera islamica del venerdì 8 febbraio 2019 a Teheran, sembra aver detto, facendo riferimento al missile balistico "Dezful" (i missili atterreranno sui nemici come fulmini" se questa non è una minaccia per la sicurezza globale, allora cos'è?. Credo che il Ministro degli affari esteri Moavero, insieme con il Ministro della Difesa Trento, non dovranno ignorare questa vicenda che accade in Iran. Secondo me, ha fatto bene il Pentagono, John Bolton e il Presidente Donald Trump ad inviare una flotta verso l'Iran e verso lo stretto di Hormuz perché l'Iran è una minaccia che va neutralizzata anche con un probabile intervento militare, al quale, in caso di bisogno, ritengo che il governo tecnico del prof. Giuseppe Conte, insieme con l'Ue dovrà aiutare a neutralizzare la possibile minaccia dell'Iran alla sicurezza globale, a sostegno d'Israele e degli Stati Uniti d'America.

Tutto comincia lo scorso 9 marzo 2016, quando sui due missili balistici di categoria Qadr H, testati dall'Iran c'era la scritta in ebraico "Israele deve essere cancellato", già il fatto di affermare che un Paese sovrano come Israele dovrebbe essere cancellato dalla mappa, è un fatto grave che non può essere ignorata né da loro né tantomeno dalla comunità internazionale, ma è ancora peggio quando a spiegare il lancio è stato, il capo della divisione aerospaziale delle guardie rivoluzionarie Amir Ali Hajizadeh, affermando di aver piazzato le attrezzature in un luogo dove non si può distruggere.

Lo scorso 23 luglio 2018, il ministro della Difesa dell'Iran, Amir Hatami, partecipando all'inaugurazione della produzione di un missile aria-aria a medio raggio, denominato "Fakur", sembra aver sfidato la comunità internazionale dicendo che non chiederanno permesso a nessuno per rafforzare i loro sistema per la loro Difesa.

Lo scorso 27 settembre 2018, il premier Israeliano, Benyamin Netanyahu sembra aver rilevato all'Onu, che grazie ai 007 israeliani, avrebbero scoperto, oltre a un magazzino nucleare segreto nel cuore di Teheran, anche tre siti missilistici iraniani a Beirut, vicini all'aeroporto della capitale libanese e sarebbero gestiti dagli Hezbollah sotto la direzione di Teheran.

Lo scorso 16 febbraio 2019, il ministro degli Esteri dell'Iran, Mohammad Javad Zarif, sembra aver affermato alla NBC News, che a gennaio e i primi giorni di febbraio Teheran ha lanciato due satelliti in orbita fortunatamente entrambi falliti, e questo, grazie a un probabile programma segreto di sabotaggio dei razzi e dei missili iraniani da parte degli Stati Uniti d'America, considerando il pericolo che l'Iran fosse in grado di testare missili balistici di lunga gittata. Non dobbiamo dimenticare che lo scorso 25 febbraio 2019, lo stesso Ministro degli Esteri Zarif si era dimesso, chiedendo scusa di non poter continuare la sua carica dal 2013, ma la cosa strana è che non si sono venuti a conoscenza i veri motivi della sua dimissione.

Lo scorso 24 febbraio 2019, Per la prima volta nella loro storia, durante l'esercitazione annuale nello stretto di Hormuz, l'Iran ha reso noto di aver lanciato un missile da crociera da un sottomarino.

Lo scorso 6 maggio 2019, sembra che il consigliere alla sicurezza, John Bolton, ha detto che, è stata dispiegata la portaerei Abraham Lincoln e un cacciabombardiere al Us Central Command, per avvertire l'Iran che gli Stati Uniti d'America, al quale va il mio sostegno, risponderanno con una forza inarrestabile in caso sia necessario, e il quale mi auguro il sostegno del governo tecnico del Prof. Giuseppe Conte.

Lo scorso 11 maggio 2019, il Pentagono ha deciso di inviare in Medio Oriente anche la nave anfibia Arlington, che trasporta marine, veicoli anfibi ed elicotteri utilizzabili in vari tipi di operazioni militari, inoltre, invieranno anche una batteria di missili Patriot.

Lo scorso 14 maggio 2019, il ministro della Difesa ad interim degli Stati Uniti, Patrick Shanahan, prevede l'invio di un massimo di 120.000 soldati in caso l'Iran dovesse attaccare oppure accelerare sulle armi nucleari.

Lo scorso 16 maggio 2019, il Capo dei Pasdaran, il maggiore generale dell'Iran, Hossein Salami, purtroppo, invece di cercare una soluzione pacifica, minaccia al nostro amico gli Stati Uniti d'America, citandoli come i loro nemici e che subiranno certamente una sconfitta.

Lo scorso 19 maggio 2019, Giustamente il Presidente degli Stati Uniti, al quale va tutto il mio sostegno in questa difficile decisione per la sicurezza internazionale, ha risposto all'Iran avvertendolo che in caso di guerra, giustamente sarà la fine dell'Iran, questo proprio, quando un razzo è stato lanciato nella Green Zone di Baghdad in Iraq, dove si trova l'Ambasciata degli Stati Uniti d'America e i sospetti di molti ricadono su una delle milizie sciite sostenute dal regime di Teheran, per fortuna, la scorsa settimana il Dipartimento di Stato, aveva ordinato a tutto il personale non essenziale di lasciare l'ambasciata e il consolato nella città del nord dell'Iraq di Irbil, visto la minaccia da parte dell'Iran.
 
Ricapitolando, quanto visto fino ad oggi, possiamo osservare una reale minaccia non soltanto per Israele ma anche per il mondo, perciò, chiedo al Porf. Giuseppe Conte e al governo tecnico, di ordinare la chiusura della nostra Ambasciata in Iran, e di far rientrare in patria sia il personale che i possibili connazionali residenti e iscritti presso codesto Consolato, finché, non si abbassino i toni, inoltre, di essere pronti in caso sia necessario aiutare gli Stati Uniti d'Ameria, così come loro aiutarono con il piano Marshall.
 
 




 


 
 

domenica 5 maggio 2019

LA SITUAZIONE IN LIBIA - LO SPOT M5S PER TORNARE ALLA LIRA CON UN REFERENDUM



Lo scorso 8 novembre 2018, il Prefetto Matteo Piantedosi, (Capo di Gabinetto del Ministro Matteo Salvini), sembra da un verbale secretato aver rivelato ai magistrati di Catania, in proposito del caso "Diciotti", un'allarme generalizzato sulla possibile infiltrazione di soggetti radicalizzati in Italia attraverso i barconi, cosa secondo me, molto probabili, considerando vari fattori e soprattutto ora che la Libia è in pratica in una guerra civile. Nel 2019 sembra che l'ipotesi della Guardia Costiera siano che usino navi madri dove lasciano in piccoli barchi gli immigrati clandestini perché dopo loro arrivino alle coste com'è successo lo scorso 26 marzo a Lampedusa, infatti, il sindaco Totò Martello disse (come vedete il porto è aperto); Lo scorso 23 aprile sono sbarcati alle Isole Tremiti (Foggia), Inoltre, sempre il 23 aprile sembra che il M5S ha rivelato un problema grande in merito ai quasi 600mila irregolari il quale dovrebbero essere rimpatriati ma sembra che siano fermi. Perciò, chiedo al Governo Lega e M5S di chiudere i porti senza fare propaganda politica e di attivare i rimpatri, inoltre, di avviare un piano per una possibile soluzione militare in Libia, in modo di contrastare possibile minaccia alla sicurezza interna.

Nonostante il caos in Libia, plaudo e saluto la decisione del Presidente Donald Trump, per aver nominato proprio il 4 aprile, (poco prima che esplodessero gli scontri a Tripoli tra l'esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar e milizie che sostengono il premier Fayez Al Sarraj), Richard B. Norland come ambasciatore straordinario e plenipotenziario in Libia, un diplomatico di lungo corso, proprio quando altri paesi, a quanto pare, vorrebbero chiudere le loro ambasciate.
 
Lo scorso 5 aprile, La Russia tramite il portavoce di Putin, Dmitri Peskov ha riferito ai possibili sospetti che, "la Russia non è coinvolta nel caos della Libia in nessun modo e chiede una soluzione politica", allora io mi ricordo soltanto un episodio della loro storia "Afghanistan" per non parlare di oggi in Venezuela, perciò, ritengo molto difficile una soluzione politica come lo chiede la Russia, occorre forse una soluzione militare, un possibile intervento militare per stabilire la pace in Libia.
 
Intanto al Palazzo di Vetro, nelle nazioni unite, grazie alla richiesta della rappresentanza Britannica hanno fatto una riunione straordinaria per valutarne la situazione, sinceramente, anche sé, a volte è utile le U.N., questa volta mi sembra che non darà una risposta positiva per dare una soluzione in Libia, almeno ché, non decida il Consiglio di approvare l'intervento dei caschi blu.
 
Lo scorso 12 aprile, prendo atto della visita del generale libico in Arabia Saudita, il quale sembrerebbe che, Riad ha promesso di pagare decine di milioni di dollari per contribuire a finanziare l'operazione del generale Khalifa Haftar nel tentativo di conquistare Tripoli e ciò è stato anche citato da responsabili sauditi al Wall Street Journal.
 
Lo scorso 15 aprile, il premier libico riconosciuto dalla comunità internazionale, Fayez al-Sarraj, lancia l'allarme chiedendo di fare presto perché, il peggioramento della situazione in Libia potrebbe spingere "800mila migranti e libici a invadere l'Italia e l'Europa, e in questo enorme numero ci potrebbero essere criminali e soprattutto jihadisti legati a Isis.
 
Lo scorso 16 aprile, il Prof. Giuseppe Conte, afferma di essere preoccupato per la crisi libica che può esporre al rischio dell'arrivo di foreign fighters in Italia, sono d'accordo con lui in quanto bisogna assolutamente evitare l'escalation, ma per farlo a volte occorre prendere decisioni come una soluzione militare, e forse è questo il caso di pensarci a una possibile soluzione militare e non soltanto politica.
 
Ricapitolando, considerando quanto analizzato prima, chiedo al Prof. Giuseppe Conte e al governo tecnico della Lega e M5S, di provvedere a non fare propaganda politica e di chiudere i porti e le frontiere agli immigrati clandestini e di avviare una bozza a un piano in caso sia necessario una possibile soluzione militare in Libia, cosa che io non la escluderei.