Translate

martedì 30 giugno 2020

ALBERTO CALLE A COLLOQUIO CON FABRIZIO COMPAGNONE PER PARLARE DELLO SVILUPPO E FUTURO NEL MUNICIPIO VI - Immigrazione, Fiano (PD): Non tutti possono avere diritto a stare in Italia



Alberto Calle ha avuto un colloquio con Fabrizio Compagnone per parlare dello sviluppo nel VI municipio di Roma e del ruolo che sta svolgendo il Partito Democratico.

1) A distanza di quattro anni dalle ultime elezioni amministrative, dove il centro sinistra nel territorio del Municipio VI non è arrivato neanche al ballottaggio, come valuta in generale il dibattito politico, e come si sviluppa nel Pd?

Premetto che, seguo molto attentamente tutte le dinamiche della politica territoriale soprattutto quelle tra il M5S e le Destre; un dibattito veramente poco entusiasmante, in cui si rivendica (da parte di chi governa il municipio) una azione amministrativa che in realtà non c'è stata, con "risultati" insoddisfacenti, se non del tutto assenti. Purtroppo, il livello di discussione della politica locale in VI, è sempre più deludente e approssimativo, anche in Aula; chi segue i lavori sa che spesso siamo soli noi ad alzare il livello del confronto. Per soli intendo il Partito Democratico che, tra l'altro, è composto da soli due consiglieri, ovvero il sottoscritto ed il Consigliere Gasparutto. Insieme cerchiamo di rappresentare, ove possibile, le esigenze di tutti i quartieri (più di quaranta) e dei cittadini che vi risiedono, non potendo, oltrettutto, essere presenti in tutte le commissioni; a volte veramente si va oltre il possibile! Certo, dopo il risultato elettorale del 2016, per noi è stata complicata e lo è ancora, l'opera di ricostruzione e di penetrazione delle nostre proposte nel tessuto sociale di questo territorio, e lo sarà ancor più, se non coltiveremo l'ambzione di un progetto, categorie e strumenti adeguati alla sfida che, oggi, è contro una destra aggressiva e pericolosa e in perenne campagna elettorale.

2) Come pensa che il possa e debba interpretare il proprio ruolo in terrotiri così difficili?

Per rappresentare un territorio così difficle e vasto come il Municipio VI, c'è bisogno di rimettere la Politica vera al centro della discussione, altrimenti si rischia una svilente e riduttiva rappresentazione dello stato delle cose. Il territorio ha bisogno di un pensiero politico lungo, serio e probonibile, ad ampio respiro. Ma, per avere pensieri lunghi bisogna capire e pensare. Capire innanzitutto i bisogni dei cittadini e proporre soluzioni. Dobbiamo, in altre parole, mettere al centro la sfera di interessi e bisogni individuali che non trovano più una rappresentanza nella sinistra tradizionale per come l'abbiamo conosciuta e ereditata.

3) Quali sono le situazioni del territorio che, risolte, cambierebbero veramente la vita dei cittadini?

Le criticità sono molteplici; bisognerebbe cominciare nel dire che, per amministrare bene un Municipio, è indispensabile conoscere sia la macchina amministrativa che il territorio. Ed essere attivi nel proprio ruolo istituzionale. Io, per esempio, ho una costante presenza nelle commissioni, consigli e come atti presentati in aula. Questo è molto importante, se si vogliono conoscere a fondo le problematiche e le situazioni del territorio. Comunque, per rispondere alla domanda, quello che sicuramente occorre, è ristabilire un patto sociale con le rappresentanze dei cittadini, a tutti i livelli, rivedendo (se necessario) anche i ruoli dei comitati e associazioni di quartiere, rendendoli più incisivi e partecipi alla vita decisionale dell'amministrazione. Oggi manca quel coinvolgimento civico e libero tanto decantato; quello che era protagonista nella prima stagione del Sindaco Veltroni. Inoltre, l'emergenza sanitaria del covid 19, ha evidenziato grandi difficoltà della macchina amministrativa comunale nel rapportarsi con i municipi, soprattutto negli interventi sul welfare, con una grave carenza di interventi adeguati e diffusi. Ma penso anche ai trasporti, al problema dei rifiuti e all'ambiente, alla cultura... Occorre, insomma, un cambio di passo per far uscire la Città di Roma dal degrado e dalla crisi profonda in cui si trova e sicuramente, il rilancio del tema del decentramento amministrativo, potrebbe rappresentare per il PD, una delle priorità da inserire nel programma elettorale per Roma.

4) Vede una forza Politica che, a prescindere del consenso, sia adeguata a Governare il Municipio?

Purtroppo, quello della classe dirigente politica, è un problema trasversale, che colpisce tutte le forze e coalizioni politiche. Ma proprio per questo, si dall'inizio della consiliatura, stiamo cercando (tramite un percorso specifico) di formare una nuova classe dirigente che possa affrontare con adeguata preparazione ed impegno, le sfide che abbiamo davanti. Prima fra tutte quella per Roma. Sicuramente, una scelta ineludibile da compiere riguarda il futuro di questa città e delle periferie nei prossimi 10 anni. Finita l'emergenza covid, bisognerà gettare le basi di un nuovo modello di sviluppo del territorio. In questi anni di amministrazione 5S, abbiamo assistito ad un progressivo degrado e mancanza di interventi risolutivi: molti progetti spot che, a volte, non hanno neanche un sostegno da parte dell'amministrazione centrale. Per questo, il nostro impegno principale, resta quello di progettare un equilibrato sviluppo, che punti sulla riqualificazione dei territori e sulla loro complessiva qualità urbana, sotto il profilo abitativo, ambientale, infrastrutturale, migliorando e facilitando la mobilità all'interno dei diversi nuclei urbani e tra di essi, avendo sempre come punto di riferimento la qualità della vitae il suo miglioramento, grazie ad interventi di utilità sociale e di promozione della partecipazione.

5) L'alternativa sembra essere la destra ... o ci siete anche voi?

Sinceramente a destra la percezione che abbiamo, è quella di una "grande ricorsa all'oro", con tante contraddizioni. E a volte non riesco proprio a capire alcuni comportamenti, anche da parte "nostra", che non fanno altro che spalancare le porte alla peggior Destra che Roma potrebbe avere. Voglio essere più chiaro: il Partito Democratico, anche nel nostro territorio, non può e non deve concentrare i propri sforzi nella complessa, quanto autoreferenziale, gestione della sua vita interna. Perché così, si allontanano passioni e competenze. Per evitare ciò, occorre un lavoro serio di ricucitura sia all'interno del PD, dove per troppo tempo, una certa autoreferenzialità, ha contribuito ad interrompere ogni canale di dialogo con la società, sia all'esterno, con i mondi civici che abbiano sensibilità e valori vicini al centro-sinistra. E' molto importante, se non fondamentale, se vogliamo un modello di società che punti all'inclusione, alla partecipazione, alla sostenibilità e solidarietà. Come partito potremo recuperare consenso, solo se sapremo costruire una alternativa credibile in termini di soluzioni per la vita delle persone; parlo di lavoro, redditto, servizi, diritto a curarsi... Le alleanze sociali con pezzi organizzati dentro la società, nascono da questa chiarezza. Se invece il cofronto tra noi si rinchiude nelle logiche di partito con filiere mobilitati dietro questo o quel candidato, rischiamo di accentuare la distanza tra di noi e i cittadini.

6) Quindi la possibile scelta rimane all'interno della vostra organizzazione?

Il punto è proprio questo, non è pensabile poter amministrare un territorio di rica 260 mila persone, facendo un ragionamento rivolto solo alla propria organizzazione politica. La parole d'ordine è allargare, n maniera ordinata e sensata, ovviamente con criteri che stabiliscano le condizioni necessarie come quella di appartenere a una cultura riconducibile al centro-sinistra. Ci sono molte realtà territoriali e civiche positive, propositive con le quali poter mettere le basi per un percorso condiviso e vincente. Nei municipi dove si andati è andati al voto prima, si è utilizzato lo strumento delle Primarie per la scelta del candidato Presidente. Ebbene, penso sia necessario ribadire l’importanza di questo strumento partecipativo, democratico e in grado di coinvolgere differenti realtà.

7) Se dovesse fare un bilancio di questa consiliatura a 5 stelle?
Il M5S alle ultime elezioni del 2016, aveva posto l’asticella delle aspettative molto alta, ma a poco più di un anno dalla fine della consiliatura possiamo dire in maniera certa, che sono molte le cose che non riusciranno a risolvere. Tanti cittadini “sedotti ed abbandonati”, si stanno rivolgendo altrove per trovare quelle risposte. Per quanto ci riguarda, dobbiamo essere bravi ad intercettare rappresentare il malessere generale che si sta diffondendo nel Municipio. Cercando di parlare alla testa delle persone e non alla pancia come fa la Destra, abituata a fomentare paure e rabbia, il tutto fatto solo ad uso e consumo di un pubblico da accaparrarsi in campagna elettorale. Per concludere vorrei ribadire l’importanza dell’unità, come valore ma soprattutto come un processo che va coltivato anche attraverso un confronto tra opinioni diverse. Le contrapposizioni interne sono spesso il frutto della mancanza di discussione aperta e senza veli, quindi oggi sento di dover far appello ad una unità che faccia i conti con la chiarezza di cosa vogliamo essere e quale parte della società scegliamo di rappresentare, promuovere, emancipare. Per riprendere quanto affermato dal segretario Zingaretti, sul modello vincente, basato sull’unione di forze di centrosinistra e liste civiche: “Non dobbiamo vivere il pluralismo come un problema e se ci sono posizioni diverse convivano, o quantomeno proviamo a farle convivere. Dobbiamo mettere l’accento su parola unità e non divisione, sulla parola collegialità e non solitudine, e questa Alleanza ci consegna un campo molto ricco di esperienze”.
Alberto Calle ha ringraziato Fabrizio Compagnone per il suo resoconto dell’attuale situazione nel Municipio VI, ed ha espresso il suo parere personale in merito alla decisione dell’Ue della riapertura delle frontiere di non chiudere le frontiere agli Stati Uniti d’America, ricordando quanto loro hanno fatto per rilanciare l’Europa dopo la seconda guerra mondiale con il piano Marshall, capendo naturalmente i validi motivi per la situazione del covid-19, ma con lo stesso nello personale ha detto valuterebbe la possibilità di non chiudere le frontiere agli Stati Uniti d’America, dopodiché, ha ribadito con forza il suo appello ad accelerare con il vaccino in modo di metterli a disposizione del Popolo in tempo record per ritornare finalmente alla normalità e con essa alla fase tre.
Fonte :.








BBC WORLD BBC MUNDO Entrevista a FERNANDO CALLE



Disolución del Congreso de Perú: las dudas sobre la legalidad de la decisión de Vizcarra de disolver la cámara y sobre la suspensión temporal del presidente


2 de Octubre del 2019

Here's the KEY MOMENT in Benghazi hearings - Rep. Jordan nails Hillary on LIES



https://www.youtube.com/watch?v=Pl6bJlS-sn0


Human Rights Violation in Western Sahara - Montero ha apuntado que la situación de apertura de fronteras con Marruecos es diferente a la acordada para países externos al espacio Schengen porque su situación es “algo más singular”.



Montero ha apuntado que la situación de apertura de fronteras con Marruecos es diferente a la acordada para países externos al espacio Schengen porque su situación es “algo más singular”.

https://www.youtube.com/watch?v=Pl6bJlS-sn0&t=66s



sabato 27 giugno 2020

ALBERTO CALLE SI CHIEDE DOVE SONO FINITI LE FIRME RACCOLTE PER IL SISTEMA PRESIDENZIALE? - Presidenzialismo la Lega si sfila - Alessandro Cattaneo alla Lega: "Ragionerei sulla proposta del presidenzialismo formulata da Renzi"



Lo scorso 23 giugno, tramite un programma politico e di notizie, ha ricordato argomenti da lui già menzionati in precedenza come la riforma della giustizia ricordando l'articolo 135 della Costituzione riguardante la Corte Costituzionale, la separazione della politica dalla giustizia nonché, e in particolare il titolo V della Costituzione, chiedendo a Fratelli D'Italia, Lega, e con essa a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, dove sono finite le firme raccolti per il sistema presidenziale?, ribadendo che siamo ancora in tempo per fare un sistema presidenziale con la durata di due anni per la Camera, sei per il Senato e 4 per il Presidente.

Fonte :. 


https://www.politicamentecorretto.com/2020/06/26/alberto-calle-si-chiede-dove-sono-fiiniti-le-firme-raccolte-per-il-sistema-presidenziale/












martedì 9 giugno 2020

Covid-19, Coronavirus, Virus Cos’altro ne possiamo sapere?



Da quanto ne ho saputo da alcuni scienziati tra cui un microbiologo che studia il virus Ebola, sono venuto a sapere una cosa molto interessante riguardante i pipistrelli, mi risulta che l’Ebola proviene dai pipistrelli e a quanto sembra, potrebbe passare ai primati, vale a dire, potrebbe essere trasmessi ai primati e quindi, anche agli essere umani grazie a una proteina che si trova nei pipistrelli (NPC1), in pratica a quanto sembra sia i pipistrelli che gli essere umani hanno una simile cellula, la cosiddetta (NPC1) e grazie ad essa i pipistrelli potrebbero trasmettere i loro virus e con essa forse anche il covid-19 ai primati e agli essere umani, inoltre, oggi dovremo essere in grado di progettare nuovi virus, in linea di principio non dovremo incontrare grandi difficoltà a creare Virus che realizzino missioni preassegnati, quindi, mi risulta che ciò rende più difficile sapere se sia stato una cosa naturale o meno, per ora mi basta chiedere una maggiore collaborazione per scoprire assolutamente la verità in merito al Covid-19, occorre sapere se è stato creato in laboratorio o meno ma, una cosa potrebbe risultare importante da considerare, se fosse vero che i pipistrelli grazie al NPC1 possono trasmettere i loro virus agli essere umani, allora dovremmo considerare i pipistrelli, un animale da monitorare la loro salute in modo di proteggere la salute degli essere umani.
Inoltre, a quanto mi risulta, già dal 2003 nel centro Studio per le malattie infettive della Columbia University, a quanto mi sembra si stava lavorando al virus sars per identificare nel laboratorio, in modo sempre di identificare i virus per prima che inizi una possibile pandemia e in modo di proteggere la salute degli essere umani, ma dalla sars, sembrerebbe che sia stata identificata un suo cosiddetto cugino (Mers – sta per sindrome respiratoria mediorientale) a quanto sembra mortale e respiratoria quasi come i sintomi del coronavirus.
In un laboratorio della North Caroline, a quanto mi sembra, si sta lavorando a un altro tipo di virus forse lo potremmo chiamare Zombie Virus, in pratica si lavora con il fungo, ovvero, il nome scientifico (ophiocordyceps unilateralis noto come fungo delle formiche zombies), a quanto sembra si starebbe sperimentando con gli scarafaggi e ha dato un buon risultato, in pratica si tratterebbe di una combinazione di vari tipi di virus già noti (Zombie Virus), inoltre, a Ottawa in Canada, uno scienziato (Robert Smith) starebbe lavorando a determinare la diffusione della pandemia di un zombie virus.
Ma mi risulta che ci sarebbero buone notizie anche per la salute, perché, a quanto mi sembra nel Centro di Nanomedicina dell’Università di Santa Barbara, a quanto mi sembra, si ritiene che sia possibile realizzare un farmaco antivirale utilizzando le sostanze chimiche che tutti noi abbiamo nello stomaco (Enzimi -molecole naturali (Cre Ricombinasi)), in pratica può tagliare qualsiasi sezione di Dna e ricucire insieme i due pezzi della catena. Si potrebbe dire che si sta gettando le basi che potrebbe essere la cura per tutte le malattie virali.
Concludo innanzitutto, chiedendo ai scienziati di lavorare ai possibili farmaci tipo come quello dell’Università di Santa Barbara per contrastare il virus, occorre prima o poi sapere come è stato iniziato il covid-19, dopodiché, sono convinto che occorre una stretta collaborazione, soprattutto tra gli Stati Uniti d’America e la Cina, debbono lavorare insieme, non è il momento delle tensioni, è il momento di una stretta collaborazione, naturalmente, chiedo anche alla Cina di condividere le sue informazioni che ha in merito al covid-19 e scoprire con tutta la stima ed amicizia che si può avere, la verità di come si sia creato il coronavirus.
Fonte :.  








Audiencias Prisión Preventiva



“No entiendo por qué horas, semanas, 10 o más audiencias en algo que diera la impresión de un juicio oral, porque pareciera que se está discutiendo la culpabilidad, la responsabilidad punitiva etc. y no la solicitud de una prisión preventiva”, señala Fernando Calle, ex magistrado del Tribunal Constitucional

12/02/2020 

Por: Fernando Calle Hayen, ex magistrado del Tribunal Constitucional
En esta oportunidad, quiero tratar con ustedes y con los especialistas en materia penal y procesal penal, una reflexión sobre las audiencias continuas que estoy viendo (Sra. Keiko Fujimori) de larga duración y extensos debates – independientemente de la resolución que se emita- cuando lo que estamos debatiendo es una medida cautelar, un incidente dentro del proceso para determinar si procede o no la detención preventiva sea por 8,16 o 36 meses.
El Art. 271° del Código Procesal Penal establece que: “El juez de la investigación Preparatoria, dentro de las cuarenta y ocho horas siguientes al requerimiento del jhjMinisterio Público realizará la audiencia para determinar la procedencia de la prisión preventiva…Rige en lo pertinente para el trámite de la Audiencia lo dispuesto en el artículo 8°, pero la resolución puede ser pronunciada en la audiencia sin necesidad de postergación alguna…..”; la referencia al Art. 8° del Código Procesal Penal, consideramos que se refiere al inciso 4°del mismo en cuanto a que el juez resolverá inmediatamente o en todo caso en el plazo de dos días luego de celebrada la vista; es decir los informes orales de las partes entre otros

La audiencia sobre la prisión preventiva, es para determinar si la solicitud del Ministerio Público está encuadrado dentro de los presupuestos de la prisión preventiva que señala el Art.268° y del Código procesal penal y/o los plenos casatorios de tipo vinculante en cuanto a la justicia ordinaria; entonces queda ya la capacidad y en los valores del Juez, garantizar que nadie evada a la justicia especialmente en los casos de corrupción, en este combate que debe existir contra la impunidad, concordante en su interpretación con el Art.8° de la Constitución Política del Estado.
La defensa deberá acreditar que los actos perpetrados por su patrocinado (a) no se encuentran dentro de los presupuestos de la prisión preventiva referidos – en cuanto a la norma procesal penal - en el párrafo anterior; es decir, demostrar en cuanto a su defendido que no existe elementos de convicción suficientes, ni peligro procesal en lo presentado por parte del Ministerio Público en su solicitud de prisión preventiva. El Juez Supremo Dr. César San Martín, en su libro Derecho Procesal Penal Lecciones pág. 463 2.2.1 último párrafo, dice al respecto: “La decisión se profiere en audiencia, sin postergación. Por Tanto se trata de una resolución oral.” Enmarcada esta referencia dentro de los alcances del Art. 271° del Código Procesal Penal citado.
No entiendo por qué horas, semanas, 10 o más audiencias en algo que diera la impresión de un juicio oral, porque pareciera que se está discutiendo la culpabilidad, la responsabilidad punitiva etc. y no la solicitud de una prisión preventiva. Aquí está la responsabilidad del Juez, porque el Señor Fiscal puede pedir lo que considere en su afán de que nadie evada la justicia; sobre todo, en casos tan graves en la lucha contra la impunidad.

La defensa, naturalmente tiene que tratar que su patrocinado pueda seguir el proceso en libertad y extraña, que el Juez lleve cantidades de audiencias ventilándose casi el fondo del proceso penal, lo que no corresponde. Ojalá, las personalidades vinculadas al Derecho Procesal Penal, mejoren esta inquietud, que no es otra como siempre de evitar que no se desnaturalice la esencia del proceso penal fundamentalmente en cuanto a esta institución de la prisión preventiva en el desarrollo de su debate en una audiencia para que se determine si procede o no. No a la Impunidad.

https://fernandocalleabogados.blogspot.com/p/contactos.html

https://fernandocalleabogados.blogspot.com/p/album-actividades.html



Fonte :.