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martedì 21 novembre 2017

ROSATELLUM: UN BUON BICCHIERE DI VINO E IL GIOCO DELLE TRE CARTE - di Vincenzo Olita



Società Libera, associazione culturale quanto mai distante dalla quotidianità politica, sulla legge elettorale ritiene però di dover esprimere alcune considerazioni e una certezza.
Non ci soffermeremo sugli argomenti che hanno costituito le principali contrapposizioni tra le forze politiche. Riteniamo secondario discutere sulla correttezza del ricorso ai voti di fiducia, secondaria l'approvazione a fine legislatura, secondaria la più o meno mutata composizione della maggioranza, argomento obsoleto di cui solo il partito di Bersani e qualche anima candida dell'informazione non erano a conoscenza. Sono contrasti attinenti alla lotta e alle sensibilità politiche, scarsamente influenti sulla tenuta di uno stato di diritto, così come il cambio di casacca del Presidente del Senato.
Di primaria importanza, invece, è che lo strumento principe per la disciplina del consenso popolare risulterà incomprensibile alla maggioranza degli elettori, come lo è già anche per un'aliquota di addetti ai lavori - per alcuni sondaggisti parte degli stessi ambienti politici favorevoli alla nuova legge non ne saprebbe valutare gli effetti.
Il sistema elettorale viene presentato semplicisticamente indicando che 232 deputati saranno eletti in collegi uninominali, 386 con metodo proporzionale e 12 nelle circoscrizioni estere. 
Sì, ma come si ottiene questo risultato? Quali regole e meccanismi il votante dovrebbe opportunamente conoscere per esprimere un voto consapevole?  La legge prevede che nei collegi uninominali basta barrare il nome del candidato o il simbolo del partito; se si barra solo il nome del candidato il voto si stende proporzionalmente alle liste che lo appoggiano. Nei collegi proporzionali i partiti presentano una lista bloccata - non si possono esprimere preferenze - da due a quattro candidati, che concorrono al riparto proporzionale calcolato su scala nazionale.
Ci si può candidare in un solo collegio uninominale e massimo in tre plurinominali, se si è eletti in entrambi prevarrà il primo. In caso di elezione in più collegi plurinominali verrà assegnato al collegio in cui la lista a lui collegata avrà ottenuto meno voti. Se un candidato appartiene ad un partito che non supera il 3%, ma viene eletto nel maggioritario, ottiene comunque il seggio. 
Tutto chiaro?
In tale ginepraio non risulterà certo irrilevante lo scarto tra la volontà degli elettori e l'effettivo risultato, non è accettabile essere chiamati alle urne per esprimersi su una scheda che prevede più possibilità di utilizzo del voto. Così si mette in discussione la democrazia sostanziale come sistema di regole certe, condivise e trasparenti, altro che disperare per voti di fiducia e maggioranze mutate, confidando su precari calcoli pre e post elettorali.
Con leggi simili, ed è questa la certezza di cui parlavamo, il rapporto tra politica e cittadini non può che incrementare il suo deterioramento; al termine di un'accesa campagna elettorale la partecipazione potrà anche non subire decrementi, ma così non sarà per il coinvolgimento, l'adesione, la complicità e il rispetto per il sistema Italia. Forse, per guardare il futuro con ottimismo, si avvicina il tempo in cui occorrerà riconsiderare, rivalutandolo, lo stesso concetto di cittadinanza e ritornare ad uno dei fondamenti della democrazia, in cui una testa vale un voto e questo vale quanto tutti gli altri. Di questo parleremo ancora.
 

FERNANDO CALLE : LA SRA. HUMALA Y LA CORRUPCIÒN - Estudio: Perú se ubica entre las 15 economías con mayor futuro del planeta



Apra sin Víctor Raúl - LIII

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Estudio: Perú se ubica entre las 15 economías con mayor futuro del planeta




lunedì 6 novembre 2017

Opere pubbliche infinite - Coffee Break - PD - M5S: botte da orbi - L'Italia delle opere incompiute: ci costano 4 miliardi, 166 euro a famiglia - Economic Journal on Italian Corruption



E' giunto il momento di valutare a cosa serve la politica nel nostro Paese, serve a non avere una voce nella politica estera, parlo del caso Marò, Ustica e Giulio Regeni, serve a non avere un'opposizione nelle aule del Parlamento, ma soprattutto serve a sprecare la già disastrosa economia nazionale. In Italia ci sono 868 opere incompiute con uno spreco di circa 166 euro a famiglia, nel 2013 le opere incompiute erano a quota 692: un grande progresso non a beneficio dell'Italia, ma ad aumentare incertezza e debito pubblico, un progresso al disavanzo dell'Italia e delle future generazioni. Abbiamo un disavanzo anche nell'anagrafe, considerando che nel 2015 abbiamo una popolazione in calo, le nascite sono state 488mila (8 per mille residenti), 15mila in meno rispetto al 2014. Nello stesso anno, il tasso di mortalità è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi, nello stesso periodo, abbiamo aumentato l'export delle emigrazioni, sono 100mila connazionali che si sono trasferiti all'anagrafe Aire. Questa è la svolta buona del nostro bel Paese. Eppure i politici dovrebbero lavorare per il bene comune, per dare forza e mezzi al Paese per cambiare, per stare al passo coi tempi, per essere competitivo.

Fonte: Il sole 24 ore del 26 febbraio 2016

http://www.pressreader.com/italy/il-sole-24-ore/20160226/textview


 
 
 
 
 


   

lunedì 9 ottobre 2017

MODIFICARE ARTICOLO 135 DELLA COSTITUZIONE - Boschi, battibecco col presidente emerito della Consulta. Che la tratta da scolaretta - Pensioni - Fedriga: E' una vergogna. E' stato tolto il diritto di voto ai cittadini - The role of Supreme Court Justices under the Constitution




Si dovrebbe iniziare con una domanda filosofica, è giusto ciò che piace al Presidente della Repubblica?, forse la domanda va riflettuta con i giuristi dell'Italia, in merito alla composizione della Corte Costituzionale. Ritengo necessario la modifica dell'articolo 135 della costituzione, la cosiddetta composizione della Corte Costituzionale per garantire non solo la democrazia e l'autonomia della giustizia con la politica, ma anche per contribuire a diminuire il debito pubblico dell'Italia. Le cose da cambiare sarebbero l'annullamento dei 5 giudici costituzionali scelti direttamente dal Presidente della Repubblica tramite un decreto, credo che solo in Italia una sola persona, in questo caso il Presidente della Repubblica può eleggere i giudici della Corte Costituzionale solo a loro piacimento saltando l'elezione delle Camere del Parlamento Italiano, e non è affatto una garanzia per l'autonomia della giustizia con la politica, inoltre, il collegio è composto da 20 giudici, troppi per la spesa pubblica, perciò basterebbe solo 9 giudici eletti esclusivamente dalla votazione dei due terzi del Parlamento Italiano a seduta comune, naturalmente, dopo un superamento delle commissioni ad hoc, creata per esaminare i canditati a ricoprire il collegio della Corte Costituzionale, un migliore esempio è l'elezione dei giudici della Suprema Corte degli Stati Uniti, dove dopo aver superato una rigorosa esaminazione della commissione del Parlamento, tra l'altro, trasmessa pubblicamente per la visualizzazione del Popolo e la garanzia della Giustizia, successivamente vengono eletti tramite una votazione dal Parlamento degli Stati Uniti e la durata del Giudice è a vita e la loro composizione è di 9 membri, a differenza dei 20 membri in Italia. Concludo auspicando di applicare l'articolo 138 della Costituzione per la modifica dell'articolo 135 della stessa Carta Magna per rafforzare la democrazia Italiana e l'autonomia della Corte Costituzionale con il tessuto politico. Sono convinto che le Forze Politiche tra i quali, il M5S, PD, Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia, tra tanti altri ne prenderanno atto per il miglioramento della Corte Costituzionale e della Democrazia.

Fonte:  http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=96359



 
 
 
 





mercoledì 30 agosto 2017

LA COREA DEL NORD, UNA REALE MINACCIA? - Corea del Nord: la Casa Bianca non esclude nessuna opzione dopo l'ultimo missile - Missile NordCorea, in Giappone suonano le sirene d'allarme - Growing alarm over North Korea missile tests


Dopo il referendum abrogativo organizzata dal partito Italia dei Valori con Antonio Di Pietro per evitare la costruzione della centrale nucleare in Sicilia, credo che i cittadini Italiani si stiano chiedendo se l'Italia sarebbe in grado di difendere il Popolo da una minaccia nucleare, a quanto sembra, grazie ad Antonio di Pietro e l'Italia dei Valori, possiamo dire che l'Italia non sarebbe affatto in grado di fronteggiare una guerra nucleare. Ecco perché chiedo all'attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni di rivedere i piani per la centrale nucleare, non solo a scopo della Difesa ma anche per l'energia a uso civile, alla Ministra della Difesa Roberta Pinotti, chiedo di intensificare l'addestramento militare delle Forze Armate. Mi porgo la domanda, La Corea del Nord, potrebbe essere una reale minaccia? Forse non tutte le sue testate potrebbe diventare una minaccia ma esiste uno al quale dovremmo stare attenti, il missile intercontinentale Hwasong 14, a quanto sembra ha un raggio lungo e potrebbe colpire non solo il nostro Paese, ma anche, gli Stati Uniti. Mi auguro una soluzione diplomatica, ma ribadisco al governo, la mia preoccupazione per la sicurezza nazionale da una minaccia esterna.

Fonte: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=95449