INTRODUZIONE
Quando facevo il master di secondo livello “ Unione Europea,
Integrazione Mediterranea E Sicurezza”, prima della Brexit (Uscita della Gran Bretagna dall'UE),
mi ha spinto a seguire la vicenda
dell’Unione Europea e capì che il futuro dell’Unione Europea era ed è ancora
oggi incerta, ecco perché ho intitolato la Tesi
“Unione Europea, quale futuro?”.
Per evitare altri eventuali scenari come la Brexit e
continuare con il sogno di Altiero Spinelli, Alcide de Gasperi, Charles de
Gaulle, Konrad Andenauer e tanti altri padri fondatori, occorre creare un unico
grande Paese, una sola persona giuridica, un solo Stato dove tutti i cittadini
si identifichino con gli Stati Uniti d’Europa, altrimenti, questo sarebbe una conseguenza diretta della creazione della fine dell’Unione
Europea come si conosce tutt’ora oggi.
Si rischia altri Brexit, cioè, altre uscite dall’Unione
Europea, basta pensare alla Francia, Austria e tanti altri Paesi dove prima o
poi potrebbero decidere di uscire dall’Unione Europea.
Per non prolungarmi troppo, concludo l’introduzione
invitandovi a leggere codesta tesi per capire meglio di cosa si parla e
soprattutto per l’analisi della classe politica non solo dell’Italia ma anche
dell’Unione Europea.
Come definire l'unione europea?,
un sogno da completare, il sogno di Altiero Spinelli, ma in questi tempi,
l'unione europea si è dimostrata assai una disunione, ogni singolo paese, pensa
agli interessi nazionali e ciò crea disagi nelle istituzioni europee, persino
nella fiducia dei cittadini, oggi l'unione europea si trova in una posizione
difficile, è a metà di migliorare la sua esistenza come quella delle loro
istituzioni, oppure di indirizzarsi verso una rottura imminente dell’unione
europea così come la conosciamo, ecco perché occorre creare una sola persona
giuridica, una sola grande nazione, una sola lingua, un solo Stato, si dovrà
cambiare e andare avanti verso la creazione degli Stati Uniti d’Europa, solo
così, potremmo portare alla fine il sogno di Altiero Spinelli, un sogno, di un
grande pilastro, è stato difficile creare l’unione europea, ma alla fine è una
realtà, ora occorre finire il progetto che sarà assai difficile ma non un
impossibile, creare gli Stati Uniti d’Europa, solo così si attueranno politiche
pensate agli interessi di tutti i cittadini europei, perché diventerà una sola
politica ed interesse nazionale.
PREMESSA
PREMESSA A CARICO DEL ON.LE FABIO
PORTA
Con “Unione Europea: Quale Futuro ?”, il giovane Alberto Calle lancia
un appello appassionato per la costruzione di una vera e propria “Unione” delle
nazioni che oggi compongono l’Unione Europea.
A quasi un secolo dal “Manifesto di Ventotene”, il giovane ricercatore
italo-peruviano rilancia con altrettanto coraggio ed entusiasmo il sogno
europeista di Altiero Spinelli, alla vigilia di quelle che si preannunciano
come le più importanti elezioni dalla costituzione del Parlamento europeo, in
un momento storico decisivo e per nulla semplice nel processo di costruzione
dell’UE.
“Mi piace parlare di soluzioni,
e perciò so che sognare non costa niente”: con questa disarmante semplice
speranza Alberto Calle, a conclusione di questo suo saggio, rilancia il
progetto europeo ispirandosi ai suoi padri fondatori e ispiratori, da Adenauer
a Churchill, da Monnet a De Gasperi.
Conosco Alberto da alcuni anni e posso tranquillamente affermare che
raramente ho incontrato una persona tanto fieramente legata alle sue origini
italiane e ai valori dell’italianità in tutte le sue componenti. In “Unione Europea: Quale Futuro ?” Calle
gioca il cuore oltre l’ostacolo, trasferendo lo stesso amore verso l’Europa,
intesa però come “Stati Uniti d’Europa”, nuova patria comune per tutti gli italiani
e per milioni di loro ‘concittadini’ europei.
“Un solo Paese, una sola lingua, una sola identità un solo fisco, una
sola capitale un solo Parlamento, una sola Ambasciata”: il sogno europeo di
Alberto Calle non può che essere oggi il progetto di Europa condiviso da tutti
coloro che hanno ancora la lungimirante consapevolezza che l’Unione Europea è
stata dopo la Seconda Guerra mondiale non solo la più bella e durevole risposta
ad anni di conflitto e di divisioni all’interno del continente ma soprattutto
il miglior modello di Stato sociale e di benessere che il mondo abbia mai
conosciuto.
Voglio associarmi alla grande speranza contenuta in questo libro,
convinto che solo una Europa forte e unita potrà essere in grado di rispondere
in maniera autorevole e positiva alla grande sfida della globalizzazione, alla
quale oggi nessuna superpotenza ha saputo dare una risposta coerente e
sinceramente multilaterale, in grado di garantire pace e prosperità al nostro
pianeta.
Fabio Porta
Faccio un cenno storico
sull’unificazione degli Stati Uniti, perché la considero un esempio da seguire
per l’unificazione degli Stati Uniti d’Europa, la loro storia è ben diversa
dalla nostra, però è interessante il loro sistema di Repubblica Federale
composta da 50 Stati e un distretto federale (Washington Dc Capitale degli
Stati Uniti).
La loro storia inizia con la
guerra d’indipendenza americana, che si è conclusa con il riconoscimento
dell’indipendenza degli Stati Uniti dal Regno Unito di Gran Bretagna,
concludendosi con la dichiarazione d’indipendenza del 4 luglio 1776, emessa
all’unanimità dalle 13 colonie. La
costituzione è stata adottata il 17 settembre 1787; ventisette emendamenti da
allora sono stati aggiunti alla costituzione ed hanno garantito molti diritti
civili e le libertà fondamentali.
Ma la loro unificazione non fu
assai facile, trascorsero le guerre con le numerose tribù native, la guerra
civile americana che si concluse con l’abolizione della schiavitù, la guerra
ispano-americana, la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale.
Tutto ciò porto a far sì, che
gli Stati Uniti prendessero una posizione molto importante nella scena
internazionale.
Per parlare della storia
dell’Unione Europea, occorre segnalare che è ben diversa all’unificazione
federale degli Stati Uniti, però ha tutti gli strumenti per poter diventare gli
Stati Uniti d’Europa, ricordiamo per esempio ad Altiero Spinelli, colui che
ebbe un sogno durante la seconda guerra mondiale, ebbe il sogno di una sola
cittadinanza, quella europea, però non è l’unico pilastro per la creazione e
l’inizio di una Unione Europea, che inizia da un punto di vista economica, ed è
proprio per questo motivo che sta attraversando la crisi a tal punto di
trovarsi in mezzo a due opzioni. 1) di unirsi di più e continuare con l’Unione
Europea oppure 2) spaccarsi e dire addio all’Unione Europea (basta ricordare il
referendum dell’Inghilterra che si svolgerà prossimamente per decidere se
restare o meno dentro l’UE
– Vi chiedo di mettere questa
frase come esempio perché quando la scrisse
ancora non si era svolto il referendum, fu scritto prima della tesi del
master, dopo il referendum 23 giugno 2016, il risultato è stata la vittoria
della Brexit, quindi l’uscita dall’Unione Europea. Si può vedere chiaramente
che tutto quello che sto cominciando a dire sta prendendo corso, ecco per
questo che ora ho più ragioni con la mia tesi “La Formazione degli Stati Uniti
d'Europa”-
Ma torniamo all’inizio e alla
storia; dobbiamo prima sapere chi erano i padri fondatori, ebbene, i padri
fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la
pace, l’unità e la prosperità in Europa; tra i padri fondatori troviamo:
Fondatore nel 1943 del Movimento
Federalista Europeo, Padre del progetto degli Stati Uniti d’Europa.
– Il politico connazionale (Italiano) fu uno dei padri
dell’Unione Europea, fu inoltre, una delle figure chiave dietro la proposta del
Parlamento Europeo per un trattato su un’Unione Europea Federale, il cosiddetto
(piano Spinelli). Quest’ultimo venne adottato dal Parlamento nel 1984 con una
maggioranza schiacciante e fu di grande ispirazione per il consolidamento dei
Trattati dell'Unione europea negli anni '80 e '90.
Konrad Andenauer – (Germania)
Un democratico pragmatico ed un instancabile unificatore, fu
il primo Cancelliere della Repubblica Federale di Germania (1949 – 1963),
cambiò il volto della Germania postbellica e della storia europea., un
caposaldo della politica estera è rappresentato dalla riconciliazione con la
Francia, insieme al presidente Charles De Gaulle produsse una svolta storica,
firmando un trattato di amicizia che divenne una delle pietre miliari sulla via
dell’integrazione europea (1963).
Joseph Bech
Contribuì alla costituzione
della Comunità Europea del carbone e dell’acciaio (Lussemburgo)
Un piano per il mercato comune
(Olandese)
É stato uno dei primi ad invocare la creazione degli Stati
Uniti d’Europa, in vita fu ex ufficiale dell’esercito, corrispondente di guerra
e Primo Ministro Britannico (1940 – 45 e 1951 – 55)
Preparò la strada per il futuro del nostro Paese negli anni
del dopoguerra. Innumerevoli volte promosse iniziative alla fusione
dell’Europa, lavorando alla realizzazione del piano Marshall e creando stretti
legami economici con altri Stati Europei, in particolare la Francia, in vita fu
Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri (dal 1945 al 1953).
Walter Hallstein – (Germania)
É stato il primo Presidente della Commissione Europea (1958
– 1967), si impegnò a favore di una rapida realizzazione del mercato comune, fu
in vita un grande diplomatico al servizio dell’integrazione europea. Tuttavia,
fu un membro di organizzazioni naziste.
Fu agricoltore, membro della resistenza olandese durante la
seconda guerra mondiale, politico olandese e primo commissario europeo per
l’Agricoltura. Era convinto che l’Europa dovesse divenire autosufficiente e che
una riserva costante di cibo a prezzi accessibili dovesse essere garantita a
tutti. Le sue idee posero le basi per la politica agricola comune dell’Unione
Europea.
Politico e consigliere economico, dedicò sé stesso alla
causa dell’integrazione europea. Fu il
maggior ispiratore del piano “piano Schuman” che prevedeva l’unione
dell’industria pesante europea.
Uno statista europeo, il belga si merita appieno questo
appellativo vista la sua lunga carriera politica., è stata una figura chiave
nella formulazione dei contenuti del trattato di Roma (conferenza di Messina
1955), i sei governi partecipanti lo chiamarono a presiedere il comitato di
lavoro che preparò il Trattato.
Lo statista, avvocato e ministro degli esteri francese (1948
– 1952) è considerato uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Insieme a Jean Monnet elaborò il piano
Schuman, noto a livello internazionale, che rese pubblico il 9 maggio 1950
(data che segna la nascita dell’Unione Europea), Propose il controllo congiunto
della produzione del carbone e dell’acciaio.
Creazione
dell’Unione Europea
Come
abbiamo osservato, l’Unione Europea si crea con lo scopo di mantenere una pace eterna
dopo la II guerra mondiale, osserviamo però che la base della creazione è tutta
economica, ma non politica, se è vero che esistono le istituzioni politiche
come ad esempio la Presidenza della Commissione, Parlamento Europeo, è noto che
non hanno un potere o una forte influenza all’interno dei Paesi membri, per non
dire del consenso Popolare. Nonostante il primo allargamento dell’Unione
Europea (1970-1979) con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno
Unito (quest’ultimo forse ne uscirà nel 2017 a causa del referendum popolare).,
si potrebbe dire che tutto il sogno dei padri fondatori inizia a cambiare con
la caduta del muro di Berlino (1980-1989), quando una volta entrata la Spagna,
Grecia e il Portogallo, inizia un 9 novembre 1989 ad aprirsi ai paesi dell’est,
in cui con un ulteriore espansione verso l’est, fanno entrare la Romania e
altri paesi (ex satelliti dell’urss) e con una differenza economica con i paesi
già membri, ma anche ben integrati all’euro, comincia così il problema di cui vissero
e vive l’UE tutt’ora oggi. Paesi entrati al sistema dell’UE, senza l’uso della
moneta unica. Forse è stato un errore allargare l’Europa a punti dove ancora
non erano pronti a gestire, per esempio l’Europa con la moneta euro e l’Europa
senza la moneta unica, una cosa che non si capisce è come mai un Paese
potenziale e strategico per l’economia dell’Ue non ne fa parte ancora
dell’Unione Europea, parlo della Turchia a cui si opposero la Germania e la
Francia in particolare al suo ingresso senza valutarne i vantaggi geopolitico
ed economico per l’intera Unione Europea e senza contarne della capacità di cui
farebbe parte dentro della zona euro.
Per
prima cosa, dobbiamo cercare di capire cosa sa l’Inghilterra che noi non
sappiamo ancora, non a caso il governo dell’allora David Cameron, oltre a
chiudere le frontiere ai profughi ed immigrati, ha cominciato ad indurre un
referendum sull’Unione Europea (non è l’unico paese a organizzarla), il referendum
si è svolto nel 2017 però non consentì la partecipazione al referendum ai
cittadini dell’Unione Europea residenti nel territorio britannico, solo ai
cittadini britannici, violando così il trattato di Lisbona. [Tesi che ho
sostenuto prima di scrivere questo libro, ora se può confermare tutto quanto,
vale dire, si ha fatto il referendum del
2017 però soltanto con la partecipazione dei cittadini britannici]
Un’altra
curiosità politica del Regno Unito, è la proposta che stava valutando l’allora
ministro dell’Interno Theresa May, volendo così chiudere le porte ai nostri
connazionali Italiani residenti nel loro territorio, (naturalmente
politicamente corretto parlando, si deve capire da un punto di vista
britannica, dove le loro istituzioni si funzionano, ma soprattutto, seguendo un
esempio di patriottismo e nazionalismo, la loro politica cerca di proteggere
per primis ai suoi cittadini; cosa che va in controtendenza nel nostro Paese,
dove manca il patriottismo e il nazionalismo, ma soprattutto manca la buona
politica di fronteggiare e proteggere per prima alla nostra sangue (ius
sanguinis), pensare per prima agli Italiani e credo che siamo l’unico paese al
mondo a fare il contrario degli altri, cioè la mala politica burocratica).
Occorre
però capire quanti siamo numericamente, secondo la nostra Ambasciata a Londra
l’indicatore dell’AIRE (anagrafe Italiani Residenti all’estero) risulta che
almeno circa 550 mila connazionali risultano residenti all’anagrafe del nostro
Consolato in Inghilterra.
Riprendendo
il discorso, l’allora Ministro dell’Interno Theresa May, vorrebbe limitare
l’accesso anche ai cittadini dell’Ue, modificando la libertà di movimento,
vuole solo la libertà di movimento a chi ha un contratto di lavoro e non a chi
usufruisce il welfare o l’assistenza sociale, occorre aggiungere quanto detto
prima, che sono circa 57 mila connazionali Italiani che si sono trasferiti
all’aire fra il marzo 2014 o lo stesso periodo del 2015.
I
media inglesi se la prendono con coloro che vengono chiamati “ benefit cheaters
” che, tradotto vuol dire, gli
imbroglioni del welfare, nella gran parte dei nostri Connazionali si recano
appunto senza un lavoro.
Nonostante
gli avvertimenti dell’Ue, possiamo dire che forse è questa la risposta che
David Cameron si attende per giustificare l’uscita dell’Inghilterra dall’Ue,
cosa che sicuramente accadrà in un futuro prossimo a venire. [ A Questo punto
del libro se conferma l'uscita dell'Inghilterra della Unione europea nel 2017]
Personalmente anch’io pensando con la testa in maniera politica sarebbe questa
la risposta che mi permetterebbe di giustificare gli attacchi all’Ue, e dire
che l’ue è oramai finita ed insicura di sé, oppure voltare pagina, se è questa
la linea politica di David Cameron.
Abbiamo iniziato con il problema attuale che
riguarda il trattato di Dublino e l’immigrazione, perciò, possiamo osservare
che, l’Europa non parla con una sola voce, perché è solo una Unione Economica,
è iniziata così, a differenza degli Stati Uniti d’America, ed è forse questo il
problema, nonostante ha tutte le istituzioni per poter funzionare con una sola
voce, non esisterà proprio perché manca il senso di appartenenza al quale devo
dire la verità, non può uno sentirsi di appartenere all’Ue, quando non esiste
una Costituzione fallita giustamente nel 2004, con cui divenne poi un semplice
trattato di Lisbona, ma questa unificazione ben sognata dai padri dell’Ue,
compresso Winston Churchill ed Altiero Spinelli non è mai esistito e la crisi
si approfondisce quando si allarga ai paesi dell’est Europa (due europa una con
l’euro e l’altra senza l’euro), Ogni Paese come è notoriamente giusto che
vadano ad ogni consiglio pensando a portare le cose migliori per la loro
politica e i loro cittadini proprie, come si vede nel caso di Francia ed altre
Paesi.
Per
fare un ultimo esempio in quanto una mancata posizione politica comune:
1) L’Ungheria
come è giusto che lo faccia, inizia a costruire il muro per fermare i profughi
e l’immigrazione
2) Il
nostro Paese, l’Italia, che pretende un aiuto dall’Ue, fa una politica
vergognosa e anti patriota, accogliendo con la CRI gli immigrati e i profughi,
invece di rispedirle indietro, e causando aloro volta disagi ai nostri
Connazionali a casa nostra, e pretende così di rovesciare il trattato di
Dublino, mentre la Francia, la Spagna ed altri paesi applicano la giusta
politica come quella dell’Ungheria e l’Inghilterra, il nostro bel Paese è
l’unica a fare una politica sbagliata ed andare controtendenza agli altri Paesi
dell’ue.
Quindi, possiamo osservare in questi due
esempi come non esista proprio una politica condivisa e comune, come invece si
esiste nel caso degli Stati Uniti d’America, il cosiddetto (POLITICA NAZIONALE)
che indica una sola strada in quanto alla politica estera, immigrazione e tante
altre.
l
Come
ha detto l’allora Ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrint, definendo
l’Unione Europea un “fallimento totale” con riferimento al Trattato Schenghen e
alla difesa dei suoi confini.
Dovrei
dire che il triste pensiero è plausibile e condivisibile, perché si tratta di
una Unione Europea molto divisa in tutti i settori, c’è chi apre le porte e chi
la chiude in riferimento all’Immigrazione clandestina, c’è chi chiede più
rigore e più flessibilità nel campo economico, e così via, è triste ma è una
realtà che dobbiamo affrontare.
Non
solo, il problema riguarda il senso dell’identità, sono convinto che se si
chiede in giro molti cittadini non si sentono rappresentati ovvero identificati
con una Unione Europea così come la conosciamo, se qualcuno mi chiedesse quale
Unione Europea si vuole, direi una Unione Europea flessibile con l’economia,
una Unione Europea senza il Trattato di Dublino, ovvero, ripristinare il
trattato di Dublino, perché naturalmente penserei per prima a cogliere le
migliori occasioni dell’Unione Europea per favorire il mio Paese, gli interessi
dell’Italia, come è giusto che sia, per patriottismo e perché è il mio Paese di
cui sono rappresentato, dove vado porto il passaporto dell’Italia, e
naturalmente lo farà un Francese, Tedesco o Britannico, perché sono
identificati come tale e hanno le sue istituzioni, sedi diplomatiche, municipi
e i loro rispettivi governi i loro partiti politici.
Un
altro esempio di identità è la lingua, se noi viaggiamo in Francia o in
Germania, la mia lingua non è la stessa dei tedeschi e dei francesi, è uno dei
fattori per cui forse i cittadini non si sentono in gran maggioranza
identificati con l’Unione Europea, per il fattore delle diversità
Istituzionali, politica, economica e fiscale.
Sono
convinto che per contrastare il fallimento totale dell’Unione Europea, ed
andare avanti a un passo lungo ma a sua volta sicura sia proprio approfittarne
delle già esistenti trattati ed Istituzioni dell’Unione Europea per dare il
salto definitivo al sogno di Altiero Spinelli, la Creazione degli Stati Uniti
d’Europa, un unico Stato, un unico Passaporto, due partiti politici, una sola
Rappresentanza diplomatica, una sola lingua ufficiale ecco l’unica soluzione
per superare la crisi d’identità e il fallimento totale dell’Unione Europea, so
che è difficile ma a sua volta non impossibile, significa che i problemi
dell’Unione Europea non si vedranno da un punto di vista esterno bensì, come un
problema Nazionale.
continuerà ....