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lunedì 12 maggio 2014

L'ITALIA FUORI DALL'EURO



Abbiamo messo alla guida della banca Centrale Europea a Mario Draghi, ma ormai, non serve a niente per l'economia dell'Italia, a pochi giorni delle prossime elezioni europee, ritengo necessario considerare la possibilità di uscire dall'euro, al nostro Paese non conviene affatto una moneta forte, perché, penalizza l'export e il turismo, occorre una moneta più debole per favorire l'export e il turismo, naturalmente, si deve considerare il fatto che, al ritorno della Lira, l'inflazione salirà ma sono sicuro che a lungo termine il risultato sarà positivo per l'economia, basta ascoltare ai cittadini che, chiacchierando mi hanno detto che con la Lira si stava meglio, c'era più consumo e le cose costavano di meno, ma io mi domando, se si studia la possibilità di uscire dall'euro però, invece di ritornare alla lira, si adottasse il Dollaro? così si eviterebbe la salita dell'inflazione, considerando che il dollaro è una moneta in circolazione, a differenza della nostra lira, ormai, non saremmo il primo Paese a fare una cosa del genere, l'ha fatto l'Ecuador di Rafael Correa, e non ha avuto problemi con l'inflazione.
 
Il partito Fratelli d'Italia ne ha parlato in varie canali di uscire dall'euro, mi chiedo, come mai, ed avendo i numeri alla Camera dei Deputati e del Senato, non hanno a quanto pare, fino ad oggi chiesto un referendum contro l'euro? solo propaganda politica per le europee?, tuttavia, ci sono due partiti che non aspettano le europee per organizzare comizi contro l'euro, per esempio la Lega Nord, che ha fatto benissimo a far capire quanto ci danneggia un euro forte, oppure il movimento 5 stelle, che sicuramente organizzerà un referendum contro l'euro dopo le europee, io voglio solo ricordare, che quando hanno promesso di restituire le indennità parlamentare, il M5S, dopo essere eletti l'hanno restituito, vale a dire che, le cose che hanno detto l'hanno fatto.
 
Faccio una parentesi, visto che parliamo di economia, vorrei assolutamente ricordare che il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, a quanto sembra, aveva minacciato di portare le sue imprese all'estero, ora le vorrei suggerire, se in caso li portassi all'estero, di investire in Perù, il Perù adesso è una economia forte, dove la crescita del pil è di +6,7%, in cui, la Direttrice Lagarde del FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha detto che il Perù è la locomotore di America, le immatricolazioni di auto di lusso è del +35% tra cui i favoriti sono l'Audi e l'Alfa Romeo, con questa battuta al nostro Presidente di Confindustria, ritengo importante nella nostra politica estera, considerare e migliorare ancora di più i rapporti bilaterali con il Perù, sarebbe opportuno, che la nostra classe politica, e le nostre commissioni esteri della Camera e del Senato, puntino ad avvicinare l'Italia al Perù e rafforzare di più i rapporti bilaterali, soprattutto nel campo giuridico ed economico.
 

1 commento:

  1. reimpresa sicilia15 maggio 2014 11:28

    Ritengo necessario fare chiarezza su alcuni punti: 1 )L'avere adottato una moneta forte, oltre che straniera, non penalizza soltanto l'export ed il turismo, ma è responsabile della contrazione della domanda interna e di conseguenza, della chiusura di centinaia di miglia di aziende, della elevata e sempre crescente disoccupazione, della elevata produzione invenduta, dell'aumento del debito privato e di 4.500 suicidi, dall'inizio della crisi economica ad ora. 2) Non esistono riferimenti storici atti a dimostrare che la svalutazione della lira produce inflazione. Anzi il contrario. 3 ) Lei propone di adottare il dollaro, passando dalla padella alla brace. 4 ) Chi propone di indire un referendum per uscire dall'euro, vuole lo status quo. 5 ) Squinzi, insieme a Della Valle ed altri, hanno già da tempo delocalizzato la loro produzione all'estero, per poi riportare i prodotti finiti sul mercato italiano ed europeo, motivo questo, che spiega la loro contrarietà ad uscire dall'Euro.

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